Il 28,4% degli italiani è a rischio povertà ed esclusione sociale

imagesUn cittadino europeo su quattro (24,5%) è a rischio povertà ed esclusione sociale. In tutto sono 122,6 milioni le persone che nel Vecchio continente hanno un reddito pari o inferiore al 60% del reddito medio dei propri compatrioti o soffrono una forte deprivazione materiale o vivono in una famiglia dove in media gli adulti lavorano meno di un paio di mesi l’anno. I dati, riferiti al 2013 (gli ultimi disponibili), sono stati elaborati dal centro studi di Confindustria, che evidenzia come in come in 5 anni di crisi la fetta della popolazione più disagiata sia crescita del 4,3%. In Italia le cose vanno ancora peggio: le persone a rischio povertà superano i 17 milioni, vale a dire il 28,4% della popolazione. Una percentuale che arriva a toccare punte del 55,3% in Sicilia, la regione con la quota piu’ alta tra tutte quelle europee, e che comunque resta sopra il 33% in tutto il Meridione. A far schizzare in alto il rischio, spiega il Csc, è stata la crescita della quota di chi si trova in situazione di forte deprivazione materiale: il 12,4% della popolazione italiana nel 2013, in aumento di 5,6 punti percentuali rispetto al 2007. Nelle regioni del Sud la percentuale di coloro che soffrono una condizione di deprivazione materiale è di 8,5 punti percentuali superiore alla media del paese (20,9%).
Dall’inizio della crisi è più che raddoppiato, inoltre, il numero delle famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta, che è arrivato a superare quota due milioni (+108%), vale a dire il 7,9% del totale. Gli individui poveri, 6 milioni in tutto, sono ormai quasi il 10% dei residenti nel Belpaese, con una crescita del 148% dal 2007. Questi dati sono ancora più allarmanti se si considera di pari passo con l’aumento dei poveri, in Italia, è diminuita la mobilità sociale, già bassa nel confronto internazionale. Una situazione che, avverte Confindustria, può «rallentare la crescita».
Tornando in Europa, il Centro studi evidenzia aumenti «preoccupanti» del rischio povertà in Grecia, dove si è passati dal 28,1% al 35,7% della popolazione, e in Spagna dove gli individui esposti sono saliti dal 23,3% al 27,3% dei residenti. In entrambi i paesi è aumentato il numero dei membri di famiglie a bassa intensità di lavoro rispettivamente di 10 e 9,1 punti. Più stabile il quadro in Francia e in Germania che hanno il 18,1% e il 20,3% di cittadini a rischio, quote rimaste pressochè invariate dall’inizio della crisi.

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